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Vargas Llosa e García Márquez: quando anche i letterati si prendono a cazzotti

Vargas Llosa e García Márquez - Aquile Solitarie

Gabriel García Márquez e Mario Vargas Llosa. Colombiano il primo, peruviano il secondo. Amico di Fidel Castro il primo, liberale convinto il secondo. Entrambi scrittori, entrambi di lingua spagnola, entrambi Premi Nobel per la Letteratura. Uniti sotto alcuni aspetti, diversissimi sotto altri; grandi amici prima, acerrimi nemici poi, quando un pugno ed un occhio nero hanno messo la parola fine ad un rapporto fraterno quasi decennale. García Márquez e Vargas Llosa, Vargas Llosa e García Márquez: quando anche i letterati si prendono a cazzotti.

Il primo incontro a Caracas

L’amicizia tra i due protagonisti del boom letterario latinoamericano aveva avuto origine nell’aeroporto di Caracas, Venezuela, quando la carriera dei due scrittori era in piena rampa di lancio: nella storica città del nord del continente, che diede i natali tra gli altri al Libertador Simón Bolívar, il quarantenne García Márquez, il cui capolavoro Cent’anni di solitudine era fresco d’uscita, aveva incontrato il trentunenne Vargas Llosa, lì per ritirare il prestigioso Premio Rómulo Gallegos per La casa verde; tra i due era nata immediatamente un’amicizia profonda, che si era rafforzata ancora di più quando si erano trasferiti, a pochi metri l’uno dall’altro, in quella che allora poteva essere considerata la capitale europea della cultura: Barcellona.

Insieme a Barcellona

All’epoca il Franchismo era ormai al suo canto del cigno, e nel capoluogo catalano si respirava aria di libertà e di speranza nel futuro; tra la fine degli anni sessanta e l’inizio dei settanta, nella città che fu di Gaudí vivevano tutti i più grandi letterati di lingua spagnola: da Cortazar a Fuentes, fino appunto a Vargas Llosa e García Márquez, riuniti sotto l’egida della brillantissima agente letteraria Carmen Balcells. Tra lo scrittore peruviano e lo scrittore colombiano il legame si era dunque rafforzato e si era allargato anche alle rispettive mogli, Patricia Llosa e Mercedes Barcha Pardo: le due coppie spendevano la maggior parte del tempo libero insieme, tra passeggiate, spettacoli teatrali e qualche fotografia scattata qua e là; tuttavia proprio le dinamiche di coppia, come spesso accade, avevano finito per essere la causa principale della fine del loro rapporto.

In primo piano, da sinistra a destra: Mario Vargas Llosa, Patricia Llosa,
Mercedes Barcha Pardo e Gabriel García Márquez

Due personalità molto diverse tra loro

Già prima del fattaccio che ne aveva sancito la conclusione l’amicizia tra i due appariva strana a molti che, nonostante tutto ciò che li accomunava, vedevano Vargas Llosa e García Márquez come appartenenti a due mondi diversi. Innanzitutto, le opere dei due autori erano difficilmente accostabili: Gabo amava il fantastico, il misterioso, il leggendario; Mario era invece più razionale, piantato a terra, concreto. Sebbene possa sembrare una differenza irrilevante all’interno di un rapporto personale, la loro letteratura era in realtà l’espressione di due modi diversi di vivere e di pensare, con la visione caraibica e un po’ trasognata di García Márquez che si contrapponeva a quella tipicamente più europea ed “ordinata” di Vargas Llosa; differenza che si traslava poi, com’era quasi inevitabile, alla politica.

Le divergenze politiche

La tensione idealistica si manifestava infatti in García Márquez in un’adesione totale alla sinistra rivoluzionaria, sancita poi dalla sua amicizia personale con il líder maximo della Revolución cubana Fidel Castro; visione assolutamente non condivisa da Vargas Llosa che, dopo un iniziale entusiasmo per le vicende di Cuba, si era spostato sempre più sulle posizioni della destra moderata, fino a diventare un vero e proprio paladino del liberalismo. E proprio sulla politica della grande isola dei Caraibi si era prodotto il primo strappo tra i due, in occasione del celebre caso Padilla, poeta cubano difensore della Revolución condannato ingiustamente per sovversione: la vicenda, risalente al 1971, aveva prodotto una grande agitazione globale nel mondo della cultura, tanto che era stata indirizzata a Castro una lettera di protesta firmata dai grandi intellettuali dell’epoca, come Julio Cortázar, Simone de Beauvoir, Alberto Moravia e lo stesso Vargas Llosa; tra gli autografi mancava però quello di García Márquez, che aveva deluso così le aspettative dell’amico. Nonostante tutto però, Vargas Llosa riteneva che Gabo fosse per indole più vicino ai poeti che ai politici, e gli avrebbe dunque perdonato la mancanza considerandola frutto della sua personalità un po’ sognatrice.

Gabriel García Márquez con l’amico Fidel Castro

Il fattaccio

Dove non era arrivata la politica, però, era arrivato il cuore, e l’amicizia si era conclusa letteralmente col botto. Era il 1976, e al palazzo delle Belle Arti di Città del Messico si celebrava l’uscita di un docufilm che aveva visto la partecipazione di Vargas Llosa; all’evento era presente anche García Márquez, e gli sguardi dei due si erano inevitabilmente incrociati. Immediatamente Mario si era diretto verso Gabo che, ignaro delle vere intenzioni del peruviano, l’avrebbe chiamato per nome e avrebbe aperto le braccia per salutarlo. Era stata questione di pochi secondi: Vargas Llosa, uomo alto e forte, aveva colpito il colombiano con un pugno in un occhio; mentre altri astanti lo trattenevano per evitare che lo scontro degenerasse avrebbe poi pronunciato la frase che spiegava le motivazioni del cazzotto, sulla quale però i testimoni si dividono tra chi sostiene di aver sentito un: «Questo è per quello che hai detto a Patricia», e chi invece racconta che la frase fu: «Questo è per quello che hai fatto a Patricia». Certo, l’assonanza tra le parole spagnole dijiste e hiciste non ha certo aiutato a fare chiarezza, ma una cosa è certa: in qualche modo al centro della disputa si trovava Patrica Llosa, la moglie di Mario.

Mario Vargas Llosa con la moglie Patricia

Le cause

L’origine di tutto sarebbe da ricercarsi in una presunta infedeltà di Vargas Llosa, reo di aver avuto un’avventura extraconiugale con una ragazza svedese; per consolarsi, Patricia si sarebbe dunque rivolta ai suoi amici più cari, Gabo e Mercedes. E se su questo sembrano tutti concordare, il mistero aleggia su quello che sia successo in quei frangenti: secondo alcuni García Márquez avrebbe semplicemente consigliato a Patricia di chiedere il divorzio, secondo altri avrebbe addirittura provato a sedurla; altri ancora sostengono che i due avessero avuto effettivamente un’avventura, e infine c’è chi dice che Patricia avesse detto a Mario una bugia su di una presunta relazione tra lei e Gabo con il solo scopo di farlo ingelosire.

La testimonianza di Rodrigo Moya e il silenzio dei protagonisti

Non c’era dunque nulla di politico dietro a quel cazzotto, ma un “banale” problema d’amore e di gelosia, come confermato anche dal fotografo Rodrigo Moya. Immediatamente dopo il fattaccio, infatti, García Márquez sarebbe andato da lui per farsi scattare le due celebri foto in cui è ritratto con l’occhio tumefatto, e secondo la testimonianza di Moya in quell’occasione Mercedes avrebbe ripetuto più volte la frase: «È che Mario è uno stupido geloso». Tuttavia, certezze sulla vicenda non ce ne sono, perché nonostante i due scrittori non si siano mai più parlati hanno saputo mantenere entrambi un rigoroso silenzio riguardo all’accaduto, con García Márquez che si è portato il segreto nella tomba e Vargas Llosa che ancora oggi si rifiuta di parlarne.

Ognuno per la sua strada

Sebbene si trattasse di un affare personale, la stampa scandalistica dell’epoca aveva sollevato un gran polverone in seguito al fattaccio, uno scontro fisico tra due uomini di lettere tanto curioso quanto insolito. Le strade dei due scrittori da quel giorno si sono divise, con García Márquez che ha vinto il Premio Nobel nel 1982 e Vargas Llosa che, prima di ricevere a sua volta il prestigioso riconoscimento nel 2010, ha anche trovato il tempo di candidarsi alle elezioni in Perù; i due non hanno mai riallacciato il rapporto, segno di uno strappo che il tempo ha reso insanabile, e la morte di Gabo rende oggi impossibile ogni riconciliazione. Sicuramente però entrambi hanno patito un rimorso per come sono andate le cose e per aver permesso ai problemi di cuore di mettersi di traverso tra loro, distruggendo uno splendido rapporto costruito in anni di fraterna vicinanza. García Márquez e Vargas Llosa, Vargas Llosa e García Márquez: quando anche i letterati si prendono a cazzotti.

Washoe

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