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Bizzarrismo – Intervista a John McDillan

I social, si sa, sono oggi il veicolo più rapido attraverso il quale le novità si possono diffondere presso il pubblico. Proprio attraverso il nostro profilo Instagram, dunque, siamo venuti in contatto con John McDillan e con la sua particolarissima corrente letteraria: il Bizzarrismo. È un nome che sicuramente incuriosisce, e così gli abbiamo proposto di pubblicare un’intervista con noi; invito immediatamente accettato con entusiasmo. Senza ulteriori indugi, ecco la chiacchierata con John McDillan, alla scoperta del Bizzarrismo.

Aquile Solitarie – Allora John, innanzitutto la ringrazio per aver accettato la nostra proposta.

John McDillan – Si figuri, per me è un vero piacere.

Aquile Solitarie – Abbiamo alcune domande da porle, su di lei e su questa nuova corrente letteraria della quale si dice pioniere. Dunque, noi sappiamo che è un autore anonimo; lei è sempre stato John McDillan fin dagli albori (artisticamente parlando) o ha vissuto negli anni un cambiamento stilistico drastico?

John McDillan – Beh, artisticamente parlando ho sempre accostato il mio estro all’essere John McDillan; ma il mio vissuto, il mio modo di esprimermi, è stato investito da varie esperienze. Mi spiego: ho iniziato con delle Graphic Novel amatoriali, di mia produzione, e ho poi indirizzato il mio bisogno di esprimere l’arte verso la poesia; in seguito mi sono dedicato alla scultura e subito dopo allo scrivere romanzi. Ora dipingo, ma le passioni precedenti ritornano ciclicamente. Se parliamo dellaTrilogia del +1, della quale sono autore, non si può non notare un festoso matrimonio di tutte le esperienze che ho maturato.

Aquile Solitarie – Lei ci ha detto in precedenza che questa Trilogia del +1 è il capofila di una nuova corrente artistico-letteraria, ossia il Bizzarrismo: chi è stato il primo a parlare di questo genere?

John McDillan – Sembra strano, ma non sono stato io. Pur essendo io il primo (ma non il solo) autore di questo genere, è stata un’altra persona ad identificare questa nuova corrente artistica col nome di Bizzarrismo.

Aquile Solitarie – Si spieghi meglio.

John McDillan – Certo. Tutto è nato tra il 2012 ed il 2013, quando con dei miei amici chiacchieravamo ognuno dei propri scritti.

Aquile Solitarie – Faceva parte di un gruppo di scrittori?

John McDillan – Più o meno: eravamo scrittori amatoriali, ovviamente. Ognuno scriveva e ci scambiavamo poi i testi l’uno con l’altro. Non avevamo peli sulla lingua, i consigli e i suggerimenti erano tutti ben accetti. Una sera di quelle, passeggiando al Vomero (Napoli) in Via Alessandro Scarlatti, una mia amica, laureata in lettere, parlando dei miei scritti esclamò: «Tu sei proprio matto quando scrivi… Bizzarro! Scrivi in un modo davvero difficile da identificare, eppure hai una tua logica, una tua capacità di parlare forte ma tra le righe…» Ed io le chiesi: «A quale genere letterario lo assoceresti?» Lei rispose: «A nessuno, non mi va di accostarlo ad un altro genere… Certo, c’è del nonsense, vero… Ma qui possiamo identificare la cosa con un nome nuovo: che ne dici di Bizzarrismo?»

Aquile Solitarie – E da allora ha usato questo nome…

John McDillan – Sì! Da allora ho sempre identificato così i miei testi, ma aggiungendo un comune denominatore, una chiave di lettura, ovvero che “il più grande nonsense per un nonsense è avere un senso…”

Aquile Solitarie – E a quel punto come ha iniziato a diffondere le sue opere?

John McDillan – Ho iniziato con Wattpad. Lì le mie opere hanno raggiunto complessivamente le 30.000  visualizzazioni. Un bel numero. Il pubblico ha risposto bene, con commenti positivi e recensioni entusiaste; questo mi ha dato la forza di provare con Lulu.com e con la via del self-publishing.

Aquile Solitarie – Perché ha scelto il self-publishing? Ha mai provato con delle vere e proprie case editrici?

John McDillan – Certo, ma era l’unica strada percorribile al momento, dato che ben tre case editrici (a cui tenevo) mi hanno risposto più o meno allo stesso modo: «L’opera è originale, ma in Italia sarà difficile da gestire, dato che qui è più commerciabile il genere rosa, giallo e fantasy. Ti consigliamo di tradurlo e provare con le case editrici anglosassoni o statunitensi, dato che si avvicina di più alla loro cultura e ai loro generi letterari». Personalmente, ho comunque voluto diffondere prima qui, in Italia, i miei testi.

Aquile Solitarie – Capisco. Ora dove si possono trovare le sue opere? Sono disponibili?

John McDillan – Le mie opere (“La Trilogia del +1”, che comprende “17 Novelle Bizzarre +1“, “The Jester’s Rhymes“, “The XVIII” e “Clocks”) le ho rieditate e sono disponibili su Amazon, sia in Ebook che in cartaceo (non dimenticando la versione gratuita su Kindle Unlimited).

Aquile Solitarie – Quindi lei da Lulu.com è passato ad Amazon, e nel passaggio ha fatto una sorta di restyling delle sue opere; in che periodo ha avuto modo di rieditare i suoi testi?

John McDillan – Durante la quarantena. Ho avuto molto tempo a disposizione ed ho curato nei minimi dettagli le opere summenzionate.

Aquile Solitarie – Ci dica qualcosa in più sulle sue opere.

John McDillan – Beh, le opere sono un vero e proprio test che alla lettura evidenziano un lato recondito del nostro carattere. Fanno uscire fuori il “proprio io”. Ti fanno chiedere: Sono una persona “bizzarra” o “normaloide“? Sono una persona che si ferma alle apparenze o scava nel profondo?

Aquile Solitarie – In che senso?

John McDillan – Ad esempio, parliamo dei titoli. 17 Novelle Bizzarre +1 non è una raccolta di novelle, eppure l’ho presentato come se fosse tale: a volte le persone sono come i libri, non dobbiamo soffermarci su quello che vediamo e che loro vogliono farci vedere, come un titolo o una struttura. C’è poi il sequel, The Jester’s Rhymes: sembra che si tratti di una semplice raccolta di poesie, ma non è affatto così; lo stesso vale per The XVIII che non è solo un romanzo, o per Clocks che non è una one shot. Ecco, non amo parlare dei miei libri anticipando di cosa si tratta nel dettaglio: si basa tutto sulla fiducia tra me ed il lettore. Fidatevi, leggerete qualcosa di veramente frastornante e allo stesso momento stabilizzante. La vita, tra l’altro, non è così? Ci sforziamo di viverla ogni giorno, pur non conoscendo i dettagli che inesorabilmente affronteremo, eppure, in silenzio o diversamente, viviamo.

Aquile Solitarie – A suo modo, ha ragione. Conosciamo il finale di 17 Novelle Bizzarre +1 e sappiamo che quel +1 è un finale spiazzante… Ma per amore di chi ci legge, vuole indicare l’ordine corretto per addentrarsi nel mondo del Bizzarrismo?

John McDillan – [Ride] Non riveliamo troppo del finale che ci tengo particolarmente! In quanto all’ordine, consiglio di non leggere le opere in maniera sparsa, nemmeno quando si tratta di novelle o di poesie: è preferibile seguire l’ordine con cui il libri sono stati concepiti. Nel complesso, è un’unica storia, con le sue bizzarre vicissitudini e i suoi inaspettati dettagli.

Aquile Solitarie – Bene, perfetto. La ringraziamo ancora per questa intervista. A presto!

John McDillan – Grazie a voi per l’opportunità!

Le opere di John McDIllan si possono trovare a questo link.

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