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Intervista ad Alberto Simone

A CURA DI CHIARA ALBERTINI

Scrittore, sceneggiatore e regista di cinema e fiction RAI, in Alberto Simone confluisce da sempre l’attività artistica, psicologica e psicoterapeutica. Da anni condivide la sua esperienza formativa e professionale attraverso seminari e workshop motivazionali. È creatore del blog “Il bicchiere mezzo pieno” e si racconta sul sito albertosimone.net .

Chiara Albertini – Se potesse descriversi nel suo io più profondo, quale sostantivo o aggettivo la rappresenterebbe maggiormente?

Alberto Simone Riparatore.

Chiara Albertini – Potere della parola: in quale aforisma, frase si identifica come persona? E cosa significa da sempre per lei questo universale mezzo di espressione?

Alberto Simone – “Mi occupo degli altri perché gli altri sono il mondo in cui io vivo.”

Gli aforismi sono sintesi potenti ed evocative che risvegliano pensieri, intuizioni, emozioni sopiti dentro di noi.

Chiara Albertini – Dialogo vs azione: quale ritiene sia più incisivo, efficace tra i due strumenti comunicativi?

Alberto Simone – Azione batte Dialogo 10 a 0.

Chiara Albertini – Inoltre, si usa affermare solitamente che contino più i fatti che le parole… lei crede che sia una riflessione sempre valida, una costante da applicare a prescindere? Non pensa sia legittimo riconoscere invece come spesso le parole abbiano una valenza profonda, un loro spessore intimistico, e “dimenticarsi” per un po’ ciò che costituisce puro atteggiamento, comportamento? Il dialogo con noi stessi in primis, e non meno importante con coloro con cui veniamo a contatto, non è forse da ricercare costantemente, da “riprendere in mano”, per così dire?

Alberto Simone – Le parole come il dialogo sono fondamentali. Il linguaggio è un dono sviluppato dall’umanità durante un tempo evolutivo molto lungo e probabilmente ha salvato la nostra specie dall’estinzione, per la possibilità di condividere informazioni utili alla sopravvivenza. Nel tempo il linguaggio è diventato il mezzo per condividere contenuti più profondi. Lo scopo tuttavia rimane quello di aumentare la conoscenza, la consapevolezza e innescare cambiamenti nel mondo interiore come in quello reale. Altrimenti la parola resta lettera morta.

Chiara Albertini – Se le suggerisco le parole emozione e libertà, quali sono le rispettive immagini o scene che istintivamente le verrebbe da associare a ciascuna parola?

Alberto Simone – La nascita dei mie figli; io a bordo di una barca a vela in mare aperto.

Chiara Albertini – L’EFT – Emotional Freedom Technic: sappiamo che l’ha incontrato durante il suo soggiorno negli Stati Uniti; quale valenza si sente di attribuire alla medicina energetica cinese? In cosa consiste questo innovativo metodo di sinergia con la branchia della psicologia?

Alberto Simone – Da 5000 anni la medicina cinese ha messo al centro del proprio sviluppo e della propria pratica il concetto di Energia, come motore dell’universo e dunque anche dell’uomo. Nel momento in cui comprendiamo che anche i pensieri e le emozioni sono una manifestazione energetica possiamo accostare la moderna psicologia occidentale all’antica medicina cinese e affrontare sintomi e blocchi emozionali non solo da un punto di vista psicologico ma anche energetico.

Chiara Albertini – Il bicchiere mezzo pieno è il blog che ha creato e la dice lunga sulla sua personale visione della vita, sul suo approccio al mondo circostante… positive thinking, mi verrebbe da ricordare, pensando al suo percorso formativo e professionale. Se dovesse riempirlo per metà, in quel bicchiere cosa sceglierebbe di versare, di mettere?

Alberto Simone – Quanta più conoscenza e consapevolezza possibile.

Chiara Albertini – Intimità: cosa le suscita all’istante questa parola? Ritiene che al giorno d’oggi ciascuno di noi venga sempre meno a contatto con la propria intimità, intensa nel senso più esteso possibile, sia da un punto di vista fisico, corporale, sia da una prospettiva intimista, introspettiva? Crede che si debba compiere uno sforzo maggiore, ma necessario, nel recupero della nostra intimità più profonda, ovvero quella psicologica ed emotiva?

Alberto Simone – La vita interiore è la parte più importante e presente nell’arco della nostra intera vita. Quello che accade fuori spesso è un riflesso di quello che vive dentro di noi. Dobbiamo dunque esplorare e conoscere meglio quello che ho definito come il nostro giardino segreto.

Chiara Albertini – Scrittura, sceneggiatura e regia: a quale dei tre ambiti si sente più legato? Quale le suscita maggiore empatia? Inoltre, un aggettivo che possa riassumere o circoscrivere ciascuno di questi tre mondi fra loro differenti?

Alberto Simone – Ciò che accomuna queste competenze che ho sviluppato in anni di studio, lavoro e pratica è la mia necessità di esprimermi, comunicare, condividere. Tutto nasce dalla scrittura che è un atto intimo e iniziale. La sceneggiatura, diversamente dal libro, è uno strumento tecnico, oltre che creativo ed espressivo, che corrisponde al progetto che un architetto deve fornire a ingegneri e imprese edili perché l’opera venga realizzata. La regia è il momento della visione e della connessione con tutte le arti e i creativi coinvolti nella composizione dell’opera, sia essa filmica, teatrale o documentaristica.

Chiara Albertini – Perché secondo lei la felicità risiede “sul comodino”? Ѐ il titolo di una sua opera: ci sveli il motivo di questa scelta, la ragione per cui ha sentito di associarla a questo “luogo” così piccolo e domestico.

Alberto Simone – Ho voluto comunicare l’idea di una felicità possibile, a portata di mano. Anche piccola, se vogliamo, ma raggiungibile in ogni momento.

Chiara Albertini – Ogni giorno un miracolo (2019): dove risiede per lei il concetto di miracolo all’interno di questo suo libro? Come possiamo ogni volta scoprire, trovare piccoli miracoli in ciò che viviamo?

Alberto Simone – I miracoli sono intorno a noi e la nostra stessa vita lo è. Purtroppo siamo distratti, corriamo troppo e inseguiamo tante cose inutili. Per vedere i miracoli nella tua vita devi rallentare e a volte fermarti.

Chiara Albertini –  L’arte di volerti bene (2020): come si alimenta e si raggiunge questa facoltà introspettiva? Si può davvero imparare nel corso della propria vita?

Alberto Simone – Volersi bene non è un’attività automatica. Ѐ il risultato della decisione di orientare i nostri pensieri e le nostre azioni in questa direzione. In altre parole, come altre forme d’arte richiede un apprendimento e poi una pratica costanti. Nel libro aiuto il lettore a diventare un artista di questa forma d’amore che parte da se stessi per raggiungere il mondo.

Si ringrazia Alberto Simone per la sua disponibilità.

I libri di Alberto Simone, editi da TEA

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